tratto da ONCE UPON A TIME IN AMERICA (1984), di Sergio Leone,
prodotto da Arnon Milchan, distribuito dalla Warner Bros.
PERCHÉ I SOTTOTITOLI
Ancora oggi regna un po' di confusione tra sottotitolazione e doppiaggio (alla stregua di quanto accade fra traduzione e interpretariato). Il doppiaggio è il procedimento per mezzo del quale la voce originale di un personaggio viene sostituita con quella di un altro attore che “reinterpreta” in un’altra lingua dialoghi precedentemente tradotti.
La scelta dell’Italia a favore del doppiaggio è legata ad una questione essenzialmente culturale e storica. Nel dopoguerra l’italiano era parlato correntemente da un’esigua percentuale di cittadini. Decenni di scelte politico-istituzionali discutibili nell’insegnamento delle lingue straniere ed una storica reticenza nell’apprendimento delle stesse hanno favorito la scelta del doppiaggio e creato un sensibile gap con i paesi che invece hanno optato per la sottotitolazione.
La scuola di doppiaggio italiana è da sempre considerata tra le migliori al mondo. Tuttavia, si tratta di una tecnica “artificiosa” che conosce problematiche quali la corrispondenza tra parlato e labiale (stravolgendo i contenuti semantici di un film) e può nascondere potenziali attività di manipolazione, se non proprio di censura. Pochi sanno, ad esempio, che fino ad una certa epoca la parola “mafia” non veniva mai pronunciata nelle versioni italiane doppiate. O che a volte veniva reinterpretato il carattere stesso del personaggio, trasformandolo da depresso a borioso, da leale a ipocrita, da nobile a meschino, e così via.
Scontato che, nello stesso film, un doppiatore non può prestare contemporaneamente la propria voce ai diversi interpreti che solitamente doppia, intonazione, timbro di voce e inflessione dialettale sono tratti caratterizzanti degli attori che col doppiaggio vengono inevitabilmente meno. Il caso dei comici è quanto mai esemplificativo: si pensi a Totò, Troisi, piuttosto che a Mr. Bean o Woody Allen!
Oggi fortunatamente la situazione è cambiata: gli italiani parlano l’italiano e la funzione “didattica” del doppiaggio può considerarsi conclusa. Rimanendo in tema, si pensi alle straordinarie capacità cognitive dei bambini!
Il futuro parla la lingua dei sottotitoli anche in virtù della rivoluzione del panorama cinematografico/televisivo e della crescente offerta nel campo digitale e satellitare. Si tratta di una scelta pressoché obbligata per motivi economici (i costi del doppiaggio sono molto elevati), nonché di natura più squisitamente culturale. Solo con la sottotitolazione è possibile apprezzare appieno il fascino della versione originale di un film. L’affidabilità di INTERTITULA in tal senso è totale, in quanto offre sottotitoli di qualità coi giusti tempi di lettura che non sono mai d’intralcio alla visione delle immagini, bensì un supporto concreto alla loro comprensione.